Le Iene sono in parlamento o fuori?

30 Luglio, 2007

 

La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha bocciato la proposta presentata dall’on. Casini in merito all’obbligatorietà del test antidoping sui parlamentari eletti. In realtà, come si legge dalla Stampa del 25 luglio 2007, non era proprio un obbligo, ma:”l’interessato avrebbe anche potuto sottrarsi, ma il suo rifiuto sarebbe stato pubblico, così come i risultati delle analisi”. Dopo questa bocciatura entra in vigore un’altra norma la quale stabilisce che”gli autisti di autobus, i ferrovieri, quelli che maneggiano esplosivi e fuochi d’artificio a doversi sottoporre al test antidroga”; loro sarranno obbligati invece a sottoporsi al test.

Insomma due pesi e due misure. I parlamentari fanno sempre più in modo da sembrare degli intoccabili che tutti insieme, al meno in maggioranza, emanano o abrogano leggi a loro piacere e interesse. Quando invece cominceranno loro stessi dare il buon esempio al paese? Quando verranno seguiti i valori della trasparenza e della coerenza?

Personalmente trovo tale bocciatura, indipendentemente dal colore politico, degna di nota. A questo punto mi sorge un dubbio: per iene, quegli animali che mangiano le carogne uccise dagli altri animali, si fa riferimento ad una trasmissione televisiva o ai componenti del parlamento italico?

foto tratta da agriturando


Comunicatori: inventata la ceretta!

22 Luglio, 2007

 

Nell’ultimo incontro di Bloglab, c’è stato un interessante dibattito sulla comunicazione e sulla figura del comunicatore d’impresa. Da più parti il comunicatore è stato definito come qualcuno che deve avere i “peli sullo stomaco” in quanto egli deve comunicare unicamente ciò che è utile per l’impresa. Pertanto è stato dipinto come una veicolatore di informazioni funzionali all’impresa per incrementare il proprio business. In tutto ciò la comunicazione etica non aveva spazio, anzi il più delle volte il comunicatore doveva andare anche contro il proprio pensiero pur di veicolare l’immagine aziendale.

Alessio Iacona ha però prospettato un futuro nuovo per il comunicatore. Grazie all’avvento delle nuove tecnologie si può instaurare un nuovo rapporto con i consumatori, un rapporto bidirezionale più conforme alla figura di un consumatore pensante e di un comunicatore d’impresa etico. L’esempio portato all’incontro era in merito a prodotti non più generati con il fine di massimizzare il profitto, ma creati per essere davvero “utili”anche per i consumatori, che sono portati all’acquisto anche senza un bombardamento pubblicitario.

Insomma grazie al web 2.0 e tecnologie correlate si passa dalla teoria della “pallottola magica” al marketing relazionale, finanche al coinvolgimento degli stakeholder: niente male! Speriamo che questa innovativa ceretta “attacchi”!

foto tratta da questo sito.


Linea di confine

15 Luglio, 2007

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Le cose più importanti sono quelle che si fanno al di là di un certo confine: soprattutto per noi italiani i viaggi all’estero (per scoprire poi che il nostro è uno tra i territori più belli del mondo); nell’amore le follie irrazionali che facciamo per la controparte; nel lavoro quando ci impegniamo sodo oltre le forze e godendo poi dei risultati raggiunti. </font Anche per quanto riguarda la responsabilità sociale esiste questo confine. Anzi si può parlare di responsabilità sociale solo dopo aver superato un confine: quello della legge. Unicamente superando quanto prescritto dalle norme vigenti si può parlare di comportamento etico e responsabile. Infatti, quando un’azienda, come una persona, agisce nel mero rispetto delle leggi non sta facendo nulla di più rispetto a quanto gli è stato richiesto.

Il comportamento virtuoso comincia quando le organizzazioni agiscono volontariamente superando il confine stabilito dalle norme. In questo senso le aziende statunitensi sono molto più virtuose di quelle europee in quanto la regolamentazione è molto meno “invasiva” rispetto a quella, ad esempio, vigente in Italia. Questo lascia un ampio margine di azione (delle volte sfruttato in maniera tutt’altro che etica), alla quale si affianca una buona dose di creatività. Ecco perché ci sono i sostenitori, come il Prof. Hinna (che ho avuto il piacere di ascoltare durante una lezione tenutasi durante il master CSR svolto nel 2006 c/o Percosi Spa – Roma), che chiedono che la responsabilità sociale rimanga un campo di azione volontario e senza regole che la “imbriglino”, proprio per lasciare che la creatività e la personalità di ogni azienda (e soprattutto delle persone dietro le aziende) possa portare a differenti espressioni della loro responsabilità sociale: bilanci sociali, azioni di Cause Related Marketing, finanziamento di Onlus, etc.

Lo spunto che mi nasce spontaneo è capire quando ognuno di noi valica tale confine per fare qualcosa di veramente importante. Molto spesso, faccio anche un mea culpa, si incolpa la sfortuna per azioni che non rispettano le norme vigenti, come quando riceviamo una multa fatta da un autovelox; ma quasi mai riflettiamo sul fatto di superare la norma, ad esempio andando massimo a 120 km/h in autostrada per avere un viaggio più confortevole, sicuro e più rispettoso dell’ambiente (minore usura dell’autovettura, dei pneumatici minore consumo di carburante). Pensiamoci!

Nel frattempo sto per valicare un altro confine: il prossimo 18 Luglio si chiuderanno i lavori del Bloglab, il laboratorio nell’ambito del quale è nato questo blog. Valicherò tale confine in quanto è mio intento portare avanti il “dialogo” sulla responsabilità sociale d’impresa e sulle scelte responsabili che ognuno di noi può portare avanti. Spero di averVi sempre numerosi!


I vegetariani del lunedì

9 Luglio, 2007

 

Essere vegetariani è una scelta volontaria, e in quanto tale è intrapresa perché ritenuta positiva. Coerentemente con tale scelta i vegetariani, che condividono e credono in tali valori, li rispettano e non assumono cibi di origine animale.

Ci sono poi le persone che capiscono tale stile di vita, ma in ogni caso non riescono ad abbracciarlo in toto.

C’è infine una terza opzione, persone a cui non interessa tale scelta ma cerca di acquisire i suoi valori positivi d’immagine.

Se è condiviso il fatto che essere vegetariani è un valore positivo e volontario è un bene che io il lunedì non mangio carne, ma proprio per la volontarieta dell’atto nessuno mi obbliga ad esserlo. Già il fatto di fare un’azione volontaria che collima con i valori socialmente accettati è un bene. Ma non per questo ho la presunzione di definirmi vegetariano, per il fatto che non mangio carne il lunedì.

Quella che ho usato è una metafora, forse estrema, ma chiarisce in modo chiaro il comportamento di alcune imprese nei confronti della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI). La RSI è un fatto culturale,e la cultura d’Impresa non si genera, ne modifica in un giorno, ha bisogno di tempo e costanza.

I vegetariani veri della RSI si riconoscono perché ci credono. Purtroppo sono pochi, ma buoni. Carrol (Carroll, A. B. 1979. A Three-Dimensional Model of Corporate Performance. Academy of Management Review) ha infatti evidenziato come ci siano più stadi di adesione alla RSI, espressi nella sua famosa piramide.

Alla situazione attuale ci sono molti vegetariani del lunedì, quelli a metà strada. Da certe azioni si capisce la profonda convinzione delle azioni di RSI: come esempio forse è il caso delle Ferrovie dello Stato che hanno redatto un bellissimo Bilancio Sociale, talmente bello che hanno pensato di renderlo unico (dal 1994), a parte l’unico rapporto di sostenibilità del 2003.

Ma il bello è che ci sono alcuni che si definiscono vegetariani il lunedì, ma che mangiano carne anche il lunedì, si vedano i casi ormai storici di Parmalat ed Antonveneta, per non menzionare anche Enron e chi più ne ha ne metta. Da queste situazioni si può capire il disorientamento e l’indignazione dei consumatori, che desiderano smascherare le operazione di “vetrina” esigendo una trasparenza gestionale.


Live Earth: il riscaldamento globale in diretta a suon di musica

1 Luglio, 2007
(foto tratta da www.ferrino.it)

Un grande, immenso evento si terrà il prossimo 7 luglio a Shanghai (Cina), Maropeng, vicino Johannesburg (Sudafrica), Tokyo (Giappone), Aussie Stadium a Sydney (Australia) e Copacabana Beach a Rio de Janeiro (Brasile). Sette concerti con celebri cantanti, tra i tanti Madonna, Police, Bon Jovi, Alicia Keys, Black Eyes Peas.

Come non essere curiosi? Sono andato a spulciare qualcosa su internet per capirci qualcosa in più. E mi si è aperto un mondo. Tutti a ricordarci che il mondo si sta surriscaldando, una causa davvero importante. A tal fine vi indico alcuni siti internet validi : Ministero dell’ambiente; Enea; Legambiente; WWF.

Quello che mi lascia interdetto è il modo con il quale questo evento si sta evolvendo: sito web; blog; forum; video, foto, community, newsletter etc. Insomma un’organizzazione imponente, ricca di sponsor, vip e politici. Ma tutti i soldi raccolti dai concerti, spazi pubblicitari, diritti televisivi etc. dove andranno? Dal sito Lifegate: “Il ricavato della vendita dei biglietti andrà ad associazioni ambientaliste, in primis a quella presieduta dallo stesso Al Gore.

Meglio leggere i consigli su quello che ognuno di noi può fare per migliorare la situazione.