Basta poco per far sorridere una donna

6 Agosto, 2007

Trovata la formula per far sorridere felicemente 9 donne su 10: una capsula, quella della lavastoviglie. Come si fa a vendere una birra nazionale? Semplice: usiamo testimonial americani che elogiano la qualità della birra e che affermano sorridendo che in Italia neanche ci sono stati! Della serie: a noi dell’Italia ci basta ed avanza la birra (tra l’altro di proprietà estera). Questi ed altri tanti esempi mi fanno sempre più sperare che la pubblicità non sia il vero specchio della società, ma semplicemente un brutto scherzo dell’afa estiva.

Ma così non è. Dietro ad ogni singola pubblicità c’è un lavoro immane, una normativa abbondante e diversi controlli. Prima di tutto interni: ad opera dell’agenzia pubblicitaria, poi dell’azienda committente, poi dei controlli esterni.

Insomma, come ha giustamente sottolineato Luciana Litizzetto, ci pesate quante persone sono state a riflettere sul famigerato scoiattolo della Vigorsol? Soprattutto pensate alle ore spese dai grafici e dai tecnici del suono.

Oltre alla pubblicità che prova a stuzzicare la nostra ironia e la nostra emotività, delle volte con dubbi risultati e volgarità in abbondanza, ci sono anche quelle che puntano sulla razionalità.

Ci fa piacere che il vino Tavernello sia certificato dal CSQA e che lo pubblicizzi, ma per la qualità del processo o per la qualità del prodotto? Non a tutti è ben chiara la distinzione. E’ sicuramente un punto a favore la rintracciabilità della filiera del vino, ma questo non ci dice nulla sulle sue qualità organolettiche. Quindi non rivolgetevi al CSQA se avete bisogno di Sommelier!

Meglio andare a visitare i siti internet che ci danno migliori consigli e informazioni più chiare e intelligenti, vedi Finish e Tavernello.

foto tratta da questo sito.

PS: vi consiglio questi link di blog, il primo della mia amica agense e il secondo di vannutella, quest’ultimo blog dedicato solo alla pubblicità! Ieri non funzionava splinder e non ero riuscito ad inserire i link.