Le marche: qualità ed innovazione?

 

Ci sono quelle senza le quali non possiamo partire, ci sono quelle che ci deliziano con il ciauscolo e le scarpe, oltre che per i splendidi paesaggi, poi ci sono quelle con le quali siamo cresciuti e ci hanno accompagnato in ogni nostra esperienza. Da qualche tempo si sono anche coalizzate per ricordarcelo tramite una campagna pubblicitaria sotto l’ombrello del “Centro marca“. In questa campagna viene sottolineato il fatto che prodotto di marca equivale a prodotto di qualità, ma sopratutto motore del mercato grazie all’innovazione continua. Insomma la marca è un valore di per sé. Ma è proprio così?

Naomi Klein ha globalizzato il suo messaggio :”No Logo“. Per molti il prodotto di marca è diventato prodotto “sporco”. In effetti le produzioni di molte marche sono tutto tranne che “etiche”, e anche l’innovazione di per sé non è un valore. Spesso troviamo fuori commercio prodotti per noi ottimi perché è arrivata la formula migliorata: per i risultati finanziari dell’azienda o per il fine d’uso? Sappiamo, infatti, che i consumatori innovatori acquistano i prodotti unicamente perché nuovi. Il punto è che questa innovazione costa, il prezzo del prodotto segue tale trend, mentre il prodotto “classico” in fase matura ha margini sempre più bassi per l’azienda, forte concorrenza e prezzi stabili se non decrescenti. Quindi innovare conviene, delle volte anche a tutti quando le innovazioni sono sostanziali e non solo formali.

L’idea che mi ronza in testa da tempo è se la responsabilità sociale esisterebbe senza le marche. Le marche hanno potere, se viene usato a fini sociali può instaurarsi un ciclo virtuoso Le azioni di Cause related marketing di “Svelto operazione piatto pieno” hanno senso perché Svelto è una marca visibile, conosciuta e leader di mercato, il mio “Eco 10 piatti ecologico” con tanto di Ecolabel distribuito nei discount e prodotto dalla Saci, neanche ci pensa a fare progetti di responsabilità sociale. Le azioni di responsabilità sociale sono sempre esistite, soprattutto nelle pmi, solo che non vengono sistematizzate e soprattutto comunicate. Per fare ciò c’è bisogno delle marche, almeno questo è il mio pensiero. Come al solito più che cosa di fa, è importante come lo si fa.

foto tratta da qui.

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