Con questo post ho il piacere di presentarVi l’ingegnere capo, Dumbo, e alla sua sinistra la geometra, Lulu, del ponte dello svincolo tra via Laurentina e via del Tintoretto a Roma.
Un’opera davvero importante che, da automobilista, ho apprezzato fin dalla sua “nascita”. Ad elogiare la sua funzione è anche l’articolo della Repubblica del 24 luglio 2002 e il sito architettiroma.
Sono andato a visionare insieme alla Geometra, che mi ha fatto visita nei giorni scorsi, l’opera e sono rimasto alquanto sconcertato: da automobilista non si può che esserne soddisfatti, ma da pedoni assolutamente no. Il ponte non è stato collegato con la strada nel tratto pedonale, bisogna pertanto salire uno scalino di una certa altezza, come ben visionabile dalla foto, tra l’altro ancora più alto sul versante opposto. Sul lato opposto della strada invece la situazione è migliore, almeno qui il pedone non deve fare il sali e scendi, ma la situazione non è ugualmente soddisfacente perché alla fine del ponte non c’è nulla, se non la strada molto trafficata: né strisce pedonali, né semafori, ma soprattutto neanche marciapiedi! Anche qui l’ingegnere capo e la geometra hanno voluto essere immortalati. Si nota, peraltro, che i pedoni devono fare attenzione in quanto, per livellare il ponte con la strada, l’ingegnere capo ha progettato una pericolosa pendenza sul lato.
La questione si infittisce se si pensa che a poter usare il ponte dovrebbero essere non solo i pedoni, ma anche ciclisti e persone non autosufficienti o in sedia a rotelle. Per quanto riguarda i primi, come testimoniato dal sito biciroma, sono tutt’altro che facilitati. Le persone in sedia rotelle, invece, sono davvero impossibilitate anche al mero tentativo di arrivare al ponte, essendo il marciapiedi sul lato della strada a larghezza ridotta dalle stesse strutture della ristrutturazione, come testimoniato dall’ultima foto, dove il nostro ingegnere capo era evidentemente distratto da un gatto di passaggio.
Insomma, un’opera bella ed utile per gli automobilisti, ma, si spera in futuro, per tutti. Mi lascia pensare il fatto che Roma sia una città a vivibilità ridotta per chi è in sedia a rotelle per via delle barriere architettoniche dovute alle strutture antiche, ma che anche quelle nuove non siano a norma mi lascia alquanto indignato. Credo che il municipio ne sia già al corrente, in quanto l’articolo di biciroma ha ricevuto una risposta, tenterò in ogni caso di porre nuovamente la questione. Saluti anche dalla geomera Lulu e dall’ingegnere capo Dumbo.



Pubblicato da filippo