10, 11, 12

10 Settembre, 2007

11, quante cose ci sono state tolte da questo numero: vite, certezze, serenità. C’è un pre 11, giorno nel quale ancora nulla si è manifestato, la nostra vita segue il suo corso senza eventi eccezionali, e c’è anche un post 11, giorno in cui si comincia a riflettere, a cercare di capire, a cercare soluzioni, a continuare a vivere.

11 settembre, come 11 marzo sono piene di significati per New York come Madrid, significati che si estendono a tutto il mondo, ad ogni nostra singola vita. Forse cambieranno i numeri, ma ognuno di noi è stato colto nella sua vita da un evento fuori dal normale che ha comportato dei significativi cambiamenti. Certo, paragonare gli attentati terroristici con altri eventi potrebbe suonare strano, sono d’altronde convinto che bisogna trascendere dal significato oggettivo degli eventi per guardare a quello soggettivo: ognuno di noi valuta ogni evento in base ai suoi criteri. 11 potrebbe essere la scoperta di aver perso qualcuno caro, perso uno stato di salute, perso una relazione, delle persone che credevamo amiche.

Una persona a me molto cara mi confidava come si è stupita del fatto che dopo il “suo” giorno 11, quando ha scoperto di avere un cancro, il “suo” 12 è ben più sereno di quello di una sua amica, la quale aveva perso il suo gatto, evento che l’ha tenuta chiusa nel suo dolore e in casa per sei mesi.

L’11 non lo possiamo gestire, il 10 e il 12 invece, dipendono da noi. Non arriviamo al 11 scoprendo quello che avremmo potuto fare il 10, non neghiamoci il tempo per “stare” nel nostro dolore il 12, solo una volta vissuto questo, con il fine di superarlo, mai per crogiolarci, potremmo guardare al domani. Un domani che sarà costruito anche da un piccolo mattoncino “11”, ricordiamo le persone, le relazioni, le cose che non ci sono più e teniamole vive, traiamo anche da loro una lezione, un motivo per vivere il nostro 12 con le persone, relazioni e cose che abbiamo oggi.

PS:il mio migliore amico Luigi a ragione mi ha detto che non bisogna vivere come se non ci fosse un domani, potremmo commettere delle esagerazioni. Viviamo come se avessimo la febbre!

foto tratta da qui.