Trarre significati da una bella (e buona) birra? Classificare i frequentatori di brasserie e della metropolitana? Che senso ha? La Semiotica scova il senso ovunque.
Dall’ultimo esame che ho sostenuto in settimana, mi ha fatto riflettere proprio questo: la quotidianità “può agire come una forza di erosione e spingerci, in quanto soggetti semiotici, a desemantizzare le nostre pratiche più ripetitive” [...], e la Semiotica invece pensa che dietro a tutto ciò “ci sia del senso o, meglio, della significazione.” (J. M. Floch, Bricolage; Meltemi p.189). Insomma, la routine ci porta a non considerare le azioni ripetitive come azioni da cui trarre senso, ma sopratutto delle volte da ripetere “senza senso”.
Dare per scontato è funzionale, ovviamente, in quanto se dovessimo rimettere in discussione ogni nostra semplice azione riusciremmo a fare meno di un decimo delle cose che ogni giorno ci competono. Ma divertirsi ad essere curiosi, a non dare per scontate delle nostre azioni o scelte può essere una scelta responsabile. Non ce lo dice solo la Semiotica, ma anche la psicologia, lo yoga e tutte le pratiche new age che escono come funghi ci portano ad analizzare attentamente le nostre azioni più semplici, ma quanto mai fondamentali per la costruzione della nostra identità, del nostro modo di pensare e del nostro modo di interagire con gli altri e con il mondo.
Entriamo in contatto con la nostra creatività e ludicità facendo quello che abbiamo sempre fatto, vivere. Farà bene non solo a noi, ma anche al prossimo e all’ambiente se le nostre scelte, non solo di comportamento e di consumo, ma in ogni campo si coloreranno e prenderanno in considerazione nuove prospettive. Ma farà bene soprattutto alla quotidianità che acquisterà un nuovo e ritrovato significato!
CIaO!
foto tratta da qui.
25 Settembre, 2007 alle 3:36 pm
c!@°
25 Settembre, 2007 alle 8:08 pm
Ah, la semiotica ha proprio ragione! Ciao!
L.T.