Ne ho sentito parlare, come tutti d’altronde, prima da Beppe Grillo, poi dal libro “La Casta” di Stella, ed infine il colpo di grazia è stata la puntata di Report di domenica 21 ottobre, la nostra classe politica è nella bufera mediatica.
Oltre alla tematica dei senatori e parlamentari con alle spalle condanne passate in giudicato, mi ha colpito il fatto che molti hanno una doppia carica incompatibile, che non hanno la minima intenzione di lasciare, se non dopo che la Giunta delle Elezioni, con calma, sanzioni l’incompatibilità. Questo mi ha fatto molto pensare, perché, in fondo, chi è stato condannato ma eletto, ha dalla sua la tesi che è lì per il volere popolare (benché sono convinto che nessuno fosse a conoscenza della sua fedina penale). Ma nel caso di doppia carica, il tutto sta principalmente alla coscienza personale.
Questa tematica mi ha riportato alla contrapposizione tra società della colpa e società della vergogna: in Italia, spesso purtroppo, si agisce fintanto che non c’è una sanzione, non per coscienza personale. Il che è davvero triste, soprattutto nel caso dei politici.
Ho pensato allora che la trasparenza e gli strumenti di responsabilità sociale potrebbero venire in nostro aiuto: perché non pretendere che ogni candidato pubblichi un suo Curriculum Vitae e un suo Codice etico dove si impegna, tra le altre cose, una volta eletto, a lasciare la vecchia carica e anche a fare il suo lavoro tutti i giorni, come tutti noi? Infine, dopo tutto ciò raccontarci il suo programma? Perché si fa il pelo e il contropelo alle scatole di pelati, dove pretendiamo una serie di informazioni (origine, ingredienti, certificazioni, data di scadenza, etc.) quando poi eleggiamo chi deve gestire in parte anche la nostra vita solo in base a delle promesse?
Certo, questa tesi sarà interessante se dovesse tornare, grazie ad una nuova legge elettorale, la scelta diretta dei candidati. In ogni caso, però, già in prima battuta i partiti dovrebbero avere il ruolo, o almeno il buon gusto, di selezionare i propri candidati. Il concetto è: dateci gli strumenti per scegliere consapevolmente, e non di acquisire tale consapevolezza a giochi fatti.
PS: ho appena finito di vedere la puntata di Exit, interessante, guarda caso si parlava della “Casta che costa”. Non è il caso di parlarne, dopotutto, domani c’è un altro post!
foto tratta da qui.