26 Novembre, 2007

Lo ammetto, sono stato vittima di un acquisto d’impulso: un succo di frutta all’arancia della Coop, linea “Solidal”. Cosa si intende per Solidal? Presto detto, meglio copiato da quanto scritto sulla confezione: “Acquistando questo prodotto contribuisci a sostenere e promuovere lo sviluppo economico e sociale della comunità in cui operano le cooperative che prevalentemente forniscono la materia prima utilizzata”. Le cooperative in questione sono la ACIPAR di Paranava e la Coagrosol di Itapolis entrambe in Brasile.
Perché definirmi vittima? Innanzitutto perché è stato un acquisto non consapevole, poi perché, entrando in questione etiche, per mia scelta personale preferisco scegliere un prodotto italiano. In Italia si devono buttare addirittura tonnellate di arance e poi andiamo ad acquistare quelle brasiliane? Facciamo ordine.
Posto che il commercio equo e solidale è un modo di fare business del tutto lodevole e da privilegiare rispetto a quello senza garanzie, credo tuttavia che sia da scegliere per quei prodotti che in ogni caso andrebbero importati, come il caffè, la cioccolata, le banane. Le arance, se mi permettete, così come l’olio, il vino esigo che siano italiani. Questo criterio si basa non solo sulla preferenza di nazionalità, ma anche di vicinanza. Come hanno viaggiato quelle arance (visto che lo stabilimento di produzione era italiano)? Il tutto per valutare sia la freschezza e la maturazione del prodotto, sia l’inquinamento generato dal trasporto. Non tutto ciò che è socialmente responsabile luccica e va preso senza riflettere.
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Pubblicato da filippo
21 Novembre, 2007
Stavo leggendo questo lancio sul sito ansa, che mostra una situazione sconcertante. Come sempre non bisogna aspettare queste rilevazioni, le violenze tra le mura domestiche sono una piaga in tutta europa, anche nelle piú civili repubbliche svedesi, oltre che in tutto il mondo.
Quello che sconcerta è il fatto che solo una minima percentuale delle donne denuncia le violenze. Ancora una volta un fatto di cultura, con una commistione di altri fattori: psicologici, economici, prensenza di figli, etc. Fattori che qui non voglio analizzare per l’evidente complessitá e specificitá di ogni caso.
La domanda è questa, posto che andrebbe rinchiuso chiunque lede la libertà altrui, (ritorna il tema della certezza delle pene), si puó protrarre tale situazione pur di avere una famiglia “del mulino bianco”? Fino a che punto si puó andare avanti pur di lasciare qualche chance al sogno?
Il tema della responsabilità è centrale, penso che in primis vada messa quella che abbiamo nei nostri confronti. Ognuno di noi non merita di stare in questa situazione.
Plauso al forum permanente che si vuole promuovere, ma se le donne che subiscono violenze non le denunciano, credo che possa avere un ruolo marginale, ma comunque importante per la sensibilizzazione.
Altro appunto: non mi piace buttare “tutto in caciara” come si dice a Roma. Se solo 1% dei colpevoli viene condannato non sará forse sovrastimato il numero delle violenze? Che cosa si definisce come violenza? Bisgona porre molta attenzione a ció che si legge, in quanto piú che i dati finali nelle rilevazioni sono importanti le definizioni e la metodologia di rilevazione. Rimane la certezza che le violenze ci sono.
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Pubblicato da filippo
19 Novembre, 2007
Nella moda c’è la contrapposizione tra prodotti “fashion” e prodotti “basic”. Per basic si intendono quei capi con caratteristiche trasversali, che vanno bene come base, come la giacca blu così come il jeans semplice. Dove per semplice non intendo quanto ironicamente rilevato da Luciana Littizzetto in merito agli abiti da sposa. Gli abiti da sposa sono sempre semplici, anche con velo chilometrico e applicazioni a go go. Per semplice intendo lineare, senza fronzoli o decorazioni. Per fashion, invece, intendo quei capi dall’alta caratterizzazione, che danno personalità, ma sono anche contraddistinti da una forte stagionalità, pertanto non essenziali in assoluto.
Mentre pensavo a questo binomio ho cercato di trasportarlo nella vita. Quante volte ci soffermiamo su particolari quando invece ci manca il generale? Quante volte costruiamo vite “fashion” senza pensare agli elementi “basic” ?
Non c’è fashion senza basic, così come non c’è castello senza fondamenta. Insomma una bella metafora per dire di guardare a quello che conta davvero, ai valori di base, senza i quali si possono costruire solo castelli in aria, o “castelli cinecittà”. Conosciamo tutti benissimo i valori di base semplicemente interrogando il nostro sé interiore. Sono convinto che bisogna vivere la vita, non interpretarla.
Così come per valutare se guidiamo in stato alterato c’è la prova palloncino, per capire se abbiamo dato attenzione ai valori di base c’è la prova “specchio di mattina”: sorridiamoci mentre ci guardiamo, se non siamo sinceri abbiamo l’effetto boomerang, meglio detto effetto “pugno nello stomaco”.
Altrimenti avremo cominciato al meglio la nostra giornata!
Ps: cercando le foto ho trovato un collegamento a cui forse in molti già siete arrivati: basic instinct. Che dire…se si seguisse anche questa filosofia molte coppie sarebbero più gioiose!
foto tratta da qui.
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Pubblicato da filippo
12 Novembre, 2007
Moccia forse non lo sa, ma si può essere felici anche tre metri sotto terra, non solo tre metri sopra il cielo. Basta andare nelle metropoli europee. Ma a Madrid ho visto qualcosa di più. Non solo la vivibilità è data dalla capillare rete di 12 linee di metropolitana, bensì anche dal suo utilizzo, oltre al prezzo che fa ridere.
Che sono dodici ve l’ho detto, che sono aperte fino alle 2 di notte ancora no. Ma la cosa importante è che si possono usare fino alle 2 in tranquillità, anche i lunghi corridoi e le stazioni non centrali. Avete mai provato a prendere la metropolitana a Roma o Milano dopo le 21? Avete presente quei vagoni deserti, se non fosse per gente poco raccomandabile? Tutto questo a Madrid non esiste: trovate tutti, anche perché in Spagna non c’è il coprifuoco per i “maturi”, che qui hanno l’autorizzazione a divertirsi e non solo a guardare il treno dei desideri degli anni che furono.
Ci tengo tuttavia a sottolineare che non basterebbe allungare di due ore l’orario della metropolitana in Italia perché, in ogni caso, sarebbero in pochi a percepirne l’utilità, anche, purtroppo, alla luce dei fatti di cronaca recenti. Quello che qui non c’è è la cultura, che porta a ritenere la metropolitana un mezzo solo per certe persone, oltreché di utilità marginale visto il numero ridotto di linee. Troppo spesso anche i vigilantes, che da poco sorvegliano le stazioni, sono occupati a discernere se i tre punti della domenica sono stati attribuiti correttamente, piuttosto che a fumare una sigaretta all’uscita, sempre rigorosamente in coppia.
Certo, sono consapevole che quanto detto è da scienziato ingenuo, come direbbero gli psicologi, senza riscontri oggettivi bensì soggettivi, ma sta di fatto che in Italia quando si scende sottoterra si scende negli inferi, con luci basse, pareti sporche, vagoni luridi, pavimenti di gomma nera. Per fortuna che quando si riemerge ci si trova nel paese più bello del mondo!
Ps: il prezzo per un biglietto a Madrid è di 1 euro, ma se si acquista il carnet da 10 il prezzo scende del 40% a 60 cent. Supplemento per l’aeroporto 2 euro. Ridete?
foto tratta da qui.
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Pubblicato da filippo
8 Novembre, 2007
Domenica sera ho assistito, molto interessato, ad una piccola crisi i cui ingredienti erano isteria, sfinimento, disinformazione, sgomento e quant’altro succede normalmente nell’aeroporto di Fiumicino - Leonardo da Vinci.
Come di consueto i veri VIP non eravamo noi passeggeri ma i nostri bagagli, neanche un tappeto (non proprio rosso) con tanti fan in attesa li ha fatti cambiare idea: si sono fatti attendere. E, come i veri fan, c’era chi si strappava i capelli, chi inveiva sui tabelloni e chi ingiuriava chiunque avesse qualcosa che ricordasse il logo degli Aeroporti di Roma (anche la carta dei panini).
In quest’atmosfera di ordinaria follia, ha avuto la bella idea di intervenire il responsabile coordinatore della Guardia di Finanza, inconsapevole di quello che stava per accadere. In queste occasioni amo osservare perché si ha modo di capire molte cose sulle persone e sulla comunicazione. I personaggi migliori sono quelli che urlano guardando in alto e puntando i piedi, li adoro. E’ davvero interessante vedere come l’essere umano reagisce quando non sa cosa fare.
Ma lasciamo la psicologia spicciola per tornare a scrivere sulle scelte responsabili. Argomento: comunicazione di crisi. La gestione professionale della comunicazione negli attimi di crisi è davvero essenziale. L’argomento è strategico e, pertanto, da gestire con dei valori alla base come la consapevolezza e la trasparenza. Consapevolezza delle conseguenze, in questi casi determinanti, e trasparenza perché quantomai ora bisogna dare certezze. Cose in cui il responsabile in questione non era preparato, dimostrandosi davvero poco capace di gestire una comunicazione, essendo trasportato peraltro dalla emotività. Del tutto comprensibile davanti a decine di persone urlanti, ma comunque indice di preparazione relativa. Sono uscite frasi del tipo: non potete entrare in quest’area perché è sterile(?); faccio io quello che avreste dovuto fare voi; datemi la carta d’imbarco; chiamo i dirigenti che però abitano lontano; non sono io che vado a prendere i bagagli. Riassunto: 1- non sapeva neanche di quale volo si trattava; 2- non c’è spirito di squadra, ma di ricerca di persone a cui passare la patata bollente. Il tutto condito con scuse di cui una smentiva l’altra.
Bene sta di fatto che tutto questo baccano è stato fatto perché i bagagli hanno tardato di 1 ora. Forse non ho chiarito che si tratta di Fiumicino, ergo sono stati in perfetto orario.
foto tratta da qui.
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Pubblicato da filippo
6 Novembre, 2007
Si svolge oggi e domani a Roma questo interessante momento di confronto sulla mobilità sostenibile, altro argomento chiave per un domani più vivibile. In Piazza del Popolo vengono presentate le ultime proposte delle case automobilistiche, trovate in ogni caso informazioni più dettagliate sul sito istituazionale h2Roma. Tramite una breve iscrizione si può prenotare anche un test drive.
foto tratta da qui.
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Pubblicato da filippo