Stavo leggendo questo lancio sul sito ansa, che mostra una situazione sconcertante. Come sempre non bisogna aspettare queste rilevazioni, le violenze tra le mura domestiche sono una piaga in tutta europa, anche nelle piú civili repubbliche svedesi, oltre che in tutto il mondo.
Quello che sconcerta è il fatto che solo una minima percentuale delle donne denuncia le violenze. Ancora una volta un fatto di cultura, con una commistione di altri fattori: psicologici, economici, prensenza di figli, etc. Fattori che qui non voglio analizzare per l’evidente complessitá e specificitá di ogni caso.
La domanda è questa, posto che andrebbe rinchiuso chiunque lede la libertà altrui, (ritorna il tema della certezza delle pene), si puó protrarre tale situazione pur di avere una famiglia “del mulino bianco”? Fino a che punto si puó andare avanti pur di lasciare qualche chance al sogno?
Il tema della responsabilità è centrale, penso che in primis vada messa quella che abbiamo nei nostri confronti. Ognuno di noi non merita di stare in questa situazione.
Plauso al forum permanente che si vuole promuovere, ma se le donne che subiscono violenze non le denunciano, credo che possa avere un ruolo marginale, ma comunque importante per la sensibilizzazione.
Altro appunto: non mi piace buttare “tutto in caciara” come si dice a Roma. Se solo 1% dei colpevoli viene condannato non sará forse sovrastimato il numero delle violenze? Che cosa si definisce come violenza? Bisgona porre molta attenzione a ció che si legge, in quanto piú che i dati finali nelle rilevazioni sono importanti le definizioni e la metodologia di rilevazione. Rimane la certezza che le violenze ci sono.
Caro Filippo, vuoi sapere cosa è la violenza domestica? Vuoi sapere come riconoscerla?
Bene…è quando un uomo picchia una donna solo perchè lei esiste, perchè parla, perchè lei pensa, perchè lei agisce in modo autonomo. E’ quando un uomo sostituisce la forza della ragione con la forza bruta. E’ quando un uomo riesce a dirti ogni giorno che sei inadeguata, una fallita, una moglie e una madre irresponsabile. E’ un uomo che picchia la sua donna e poi le dice ti amo e ci vuole fare sesso, e difronte ad un più che giustificato riufiuto lui la ricopre di insulti, o ancora peggio la picchia di nuovo.
E’ quando un uomo ti priva della tua dignità, scalfisce la tua indipendenza giorno per giorno, ti allontana dalla famiglia, e ti fa credere che fa benissimo a fare quello che sta facendo e che te lo meriti.
La violenza è quando una donna che subisce tutto questo ha paura, la vergogna è infinita, e così accetta non solo umiliazioni private, ma anche pubbliche, che spesso non sono violente come quelle che si verificano a casa, ma che distruggono dentro e che fanno desiderare di non uscire di casa.
E’ quando una donna si vergogna di quello che fa il suo uomo e alla fine si convince che è lei la pazza, quella che si merita tutti i colpi ricevuti; è quando una donna ha paura di racontare quello che le accade perchè è convinta che nessuno le crederà, che nessuno la aiuterà, che tutti cercheranno di minimizzare la cosa, o ancora peggio che il proprio uomo si trasformi in un mostro peggiore di quello che è.
E’ quando una donna e madre ha paura che poi siano i figli a pagarne le conseguenze, e se anche dovesse denuncialro, farebbe pagare ai propri angeli le colpe del padre, è la paura di privarli del padre.
Tu dirai, meglio tenere lontano un padre così, certo sono d’accordo con te idealmente, ma fidati che l’equazione non è così semplice.
La violenza è l’inferno privato delle donne, un inferno dal quale difficilmente si esce, e altrettanto difficilmente si denuncia.
Ciao Cecilia,
Ti ringrazio per aver condiviso il tuo punto di vista. Sottolineo il fatto che una situazione familiare come la descrivi tu sia tutto fuorché semplice e lineare. Quello che cercavo di chiedermi è se si possa trova una via di uscita, oppure la soluzione sia solo chiudere gli occhi? In questa sede affrontare una tematica come le violenze in casa è davvero arduo, allora mi chiedevo cosa potesse davvero supportare chi si trova in questa situazione.
Ti mando un abbraccio
[...] l’argomento della violenza tra le mura domestiche, che tra l’altro ho affrontato nel post La guerra è in casa, dove anche grazie ai commenti è possibile vedere l’argomento da differenti [...]