Questioni di proprietà

In questo caso non ho saputo “scegliere”, la questione è centrale per la responsabilità sociale d’impresa, se intesa a tutto tondo, come cerco di fare in questo blog.
Se l’azienda è responsabile, è addirittura una best practice, ma poi viene acquistata da chi proprio etico non è, è ancora etica? Me lo sono chiesto nel caso del “The Body Shop”, creato da Anita Roddick (purtroppo scomparsa da poco), quando l’azienda è stata acquisita dalla L’Oreal, di cui la Nestlé detiene il 28,5%. Prima di andare sul sito pensavo che detenesse la maggioranza, ora potrete informarvi anche voi sulla composizione e sulla storia della famiglia Bettencourt.
La blogosfera valuta di più l’acquisizione da parte della L’Oreàl, come potete notare in ecoblog e naturomagvet, certo molto etrema la posizione di half pintpixie e di stopanimal cruelty, se non vi basta digitate “boycott the body shop” nel motore di ricerca dei blog di google.
In ogni caso la questione si può trascendere dal caso concreto, per vederlo più globalmente: basta una acquisizione per togliere la cultura etica ed ambientalista ad un’organizzazione? O meglio, può essere considerata etica un’organizzazione che ha come azionisti operatori non etici?
foto tratta da qui.
11 Dicembre, 2007 alle 6:51 pm
Ciao filippo, provo a rispondere alla tua domanda finale….
Secondo me, bisogna valutare alcuni aspetti, ossia:
- chi si è fatto acquistare, era a conoscenza della effettiva non eticità del proprio acquirente? (nel caso di specie, mi sembra fosse abbastanza palese…quindi cè anche da chiedersi se l’acquirente rispettasse veramente saldi principi etici, o se ancora il magico mondo dell’alta finanza riesce a plasmare tutto…
- chi acquista, se operatore non etico, forse, non vuole solo un “acquisizione di comodo”, nel senso che vuole dimostrare all’esterno che è un’operatore ecosostenibile, corretto etc…. ma forse, e dico forse, vuole davvero introiettare certi principi all’interno del proprio agire. (sempre nel caso di specie, la risposta, però mi sembra negativa, considerate la mole e la reputazione dell’acquirente e quindi certi interessi economico-finanziari da tutelare..)
boh…. le mie 4 cazzate giornaliere le ho dette
buona giornata filippo
lorenzo
11 Dicembre, 2007 alle 7:15 pm
Ciao Lorenzo,
non credo affatto che siano state quattro cazzate!
Ti rispondo subito, nel caso specifico la Sig.ra Roddick ha devoluto poco meno della metá di quanto ha incassato con la vendita di “The Body Shop” in cause sociali.
Trovo ardito l’intento di una organizzazione di diventare etica tramite un’acquisizione, in quanto si tratta di valori radicati e profondi, che non si acquisiscono con un’acquisto. Sta di fatto che il business di TBS è cambiato, per esempio è cambiato il logo e ora sono nel suo catalogo articoli che prima non c’erano. Nel caso concreto credo che si tratti di mera questione di business, dunque.
Credo che sia anche molto ardito non accettare un’acquisizione perchè l’acquirente non è attinente ai valori aziendali, in fondo sempre di una azienda for profit si trattava. Tuttavia credo in alcuni casi sia già accaduto.
buona giornata a te e a tutti i lettori!