
La lucetta rossa del televisore ci dice che è lì, può essere acceso quando vogliamo. Ma ci costa cara: sai che se l’Europa intera spegnesse quell’insignificante lucina si potrebbe risparmiare un impressionante ammontare di energia elettrica? Molta di più di quella che pensi, come anche energy is life ci ricorda. A parte dal fatto di consigliarti vivamente di tenere la tv sempre spenta, stavo riflettendo a questo stato di limbo, dove spesso releghiamo molte cose, né accese, né spente. Iniziando, ad esempio, dalla cantina/garage/dependance, dove appoggiamo gli oggetti che non abbiamo il coraggio di gettare affinché si decompongano da soli o per mezzo dei tarli, anche qui né usandole, né gettandole. Gli statunitensi ad esempio adorano i traslochi, che effettivamente fanno spesso, proprio perché danno l’ottima scusa emotiva di fare piazza pulita.
La questione non diventa più semplice quando non appoggiamo dei meri oggetti in soffitta, ma anche sentimenti e persone: una marea di conoscenze, amicizie ed ex, volenti o nolenti, stazionano in sala d’attesa, e comportano un dispendio enorme di energie emotive, di pensieri, di attimi rubati al presente. Certo, fanno parte di noi, e noi siamo come ci vediamo allo specchio grazie a quello che abbiamo fatto ieri (meglio non parlare della domenica mattina!). Non voglio parlare poi delle persone che vivono in standby, aspettando, consumando ogni giorno come un dovere e non un’opportunità.
Tuttavia non smetto di sognare un’esistenza nella quale si possa dare per assodato il passato, senza che questo comporti delle incombenze nel presente. Ma poi ricordo che non siamo automi, che con la razionalità non si controllano le emozioni, tutt’al più si soffocano momentaneamente, ed infine che se scegliamo di spegnere non possiamo riaccedere nel sistema se non, per chi ci crede, come un nuovo utente. Allora è bello tenere la nostra vita sempre accesa, sul presente.
Foto tratta da qui.