Quando vincono le macchine


 

Quello che mi è accaduto questo fine settimana mi ha lasciato alquanto perplesso: sono stato più di 10 ore a congelarmi perché un semplice termostato non funzionava. Per questo uno stabile fieristico è rimasto con l’aria condizionata accesa benché già la giornata uggiosa aveva provveduto al fresco. E questo mi ha fatto riflettere sul “ipertecnicismo” dei nostri giorni, a quanto tempo della nostra vita dedichiamo stando al servizio della tecnologia. Il libro “La caffettiera del masochista” parla benissimo della tecnocrazia e dell’Ergonomia già dal titolo.

E’chiaro che non è possibile fare gli assolutisti, anche perché sto scrivendo grazie al fatto che in questi attimi i panni li sta lavando la mia dolce Margherita. Piuttosto è il caso di pensare al fatto che quando qualcosa non è più funzionale e funzionante non è pensabile di stare in balia delle macchine, stando noi al loro servizio piuttosto che il contrario.

Perché non uccidere il mostro già da piccolo? Perché non riflettere sul fatto che la nostra vita può e deve scorrere indipendentemente dalle chincaglierie tecnologiche? Se i mezzi tecnologici cominciano ad apportare solo intralci nella vita dovremmo essere in grado di sbrigare le nostre faccende anche senza di loro. In questo caso, senza la dipendenza dalla tecnologia, la nostra vita potrebbe migliorare perché arriveremo al punto in cui il loro uso non sarà una dipendenza, ma un piacere aggiunto, così come è comodo avere l’autostrada, ma dobbiamo avere la possibilità di scegliere anche la strada ordinaria, magari aiutati da Esmeralda, la mia fedele voce del navigatore!

Foto tratta da qui.

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