Rapportarsi con la morte

 

Ci sono cose nella vita che tendiamo a non vedere perché non sono facili da affrontare: una tra queste è la morte. Un argomento davanti al quale posso dire davvero poco, in quanto io stesso tendo a nasconderla, a non affrontarla. Solo chi ha vissuto un lutto può capire le sensazioni che si provano. E’ facile dire che la vita va avanti, spesso invece sembra che non sia così.

Mi sono sentito dire che bisogna vivere anche in funzione della morte, ma come è possibile? Ieri, per esempio, il prete davanti ad una chiesa gremita, durante il funerale di una nostra cara amica di famiglia ha dato una chiave di lettura per me poco condivisibile: bisogna vivere per farsi voler bene. A mio avviso bisogna vivere volendo bene, senza secondi fini, anzi delle volte avendo la forza di rimanere nell’ombra,condividendo il più possibile con le persone a cui teniamo davvero, senza aspettare un domani incerto.

La società si rapporta con la morte stando il più possibile vicino ai parenti stretti. Si inviano telegrammi, fiori si fanno tante cose della cui utilità delle volte non si capisce bene il senso. La credenza comune è che la coesione sociale aiuti a sopportare il dolore. Ma è davvero così?

Vista dall’esterno non so mai come rapportarmi né con la morte né con le persone a cui porgere le condoglianze, finendo quindi nel rimanere nella immobilità totale.  Una volta che una persona non c’è più, c’è ben poco da fare, se non ricordare i bei momenti passati assieme. Più il dolore è intimo, più è possibile superarlo da soli o con le poche persone con le quali c’è una profonda affinità spirituale. Il resto è solo rumore.

Foto tratta da qui.

2 Risposte a “Rapportarsi con la morte”

  1. Luigi Dice:

    filo! mi vai sul filo-sofico :)
    piuttosto,
    mi racconti della scelta responsbile degli abiti griffati ai funerali?

  2. filippo Dice:

    Mannaggia, una volta che tentavo di fare il serio! Poi di filosofico c’è ben poco, piuttosto di “filo – sofico”, non mi permetterei mai di affermare che un mio pensiero si possa elevare a tanto!
    Poi non mi sembra il caso di fare sapere che sono acido e critico anche ai funerali. Semplicemente credo che ci sia una etichetta da rispettare, essenzialmente per rispettare il defunto e il dolore. Delle volte invece ci troviamo davanti a sfilate di moda, oppure scene di sciatteria e malcostume. La sobrietà dovrebbe regnare incontrastata, questo vale anche per le composizioni floreali.
    Un funerale è una cerimonia nella quale si saluta simbolicamente una persona a cui si è voluto bene, non credo che una tuta, piuttosto che una minigonna sia appropriata, così come non lo sono in tante altre circostanze. Solo che il buon gusto neanche in questi casi viene condiviso da tutti.
    Certo, più che guardare gli altri sarebbe appropriato rimanere concentrati sulle proprie preghiere per la persona a cui tenevamo. Ma la perfezione (per fortuna) non è di casa neanche a casa mia.

Lascia una Risposta