Aspetta n’atomo II

26 marzo, 2011

In questa settimana mi sono fatto un’idea più approfondita sull’energia nucleare. Per esempio, non sapevo che l’enrgia elettrica prodotta dal nucleare che acquistiamo ci viene venduta a prezzi più bassi di quanto potremmo produrla noi nelle nostre centrali in quanto è energia prodotta in surplus. Molte altre notizie contro il nucleare le trovate nel post di fisica/mente. Pertanto una delle poche motivazioni a favore del nucleare rimane l’indipendenza dall’import dall’estero.

Sono d’accordo con Beppe Grillo quando afferma che il referundum contro il nucleare ha poco senso se fatto in una singola nazione e non a livello europeo. Certo, sono consapevole di parlare di un mondo di sogni, ma se proprio il nucleare fosse indispensabile, perché non gestire la questione a livello europeo scegliendo l’eventuale collocazione delle centrali in zone non sismiche (pertanto non l’Italia) e con meno densità di abitanti condividendo i costi tra i vari paesi che ne potrebbero beneficiare??? Il problema di base è proprio questo: l’europa unita non esiste a livello politico, basta vedere come siamo rimasti soli nella gestione dei flussi migratori degli ultimi giorni!


Aspetta n’atomo

19 marzo, 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ultima settimana è ricca di spunti di riflessione. Energia nucleare? Festeggiamento per l’Italia unita? Rispetto di civiltà? Tre importanti argomenti che ci impongono di prendere una posizione, di scegliere.

Personalmente sono contrario all’energia nucleare, ha innumerevoli risvolti negativi che stiamo toccando con mano in questi giorni. Trovo però ottuso non tenere presente che il 19% della nostra energia che acquistiamo deriva proprio dal nucleare prodotto a pochi chilometri dalle nostre frontiere. Inoltre in questa complessa faccenda c’è da tenere  presente che una nazione non può essere dipendente da poche fonti di energia (e paesi produttori)  e che le energie rinnovabili vanno incentivate, ma allo stato attuale non sono ancora un’alternativa sufficiente ai combustibili fossili.

Trovo ancora più avvilente che molta gente sia contraria al ritorno del nucleare in Italia perché convinta della nostra mancanza di capacità nella sua gestione. Sono francamente stufo di questo nostro atteggiamento nazionale di sputare nel piatto dove mangiamo e di avere una pessima considerazione in noi stessi e nel prossimo. Anche grazie a questo gruppo di perdenti incalliti che criticano ma non agiscono, la nostra nazione non ha modo di esprimersi ed eccellere. Certo, non saremo tutti dei geni, ma ritenere aprioristicamente che siamo una massa di cialtroni lo trovo ingiusto.

Così come trovo ingiusto come sta procedendo la politica occidentale in Libia, o meglio la sua assenza. Stiamo ancora ragionando se agire con l’intento di salvare i civili, ma si pensa che tramite una “no fly zone” migliori sostanzialmente la loro situazione? Una volta costretti i due fronti ad uno “status quo” come evolverà la situazione? È normale che ci stia a cuore quanto il suolo libico può offrirci (spero che non siamo tanto ipocriti da negarlo), ma potremmo dare anche un sostanziale aiuto anche a chi lotta almeno per vedere uno spiraglio di democrazia nel proprio paese.

Tutto questo fritto misto di fatti che ho sommariamente illustrato  non può altro che portarci alla conclusione che dobbiamo ritornare al “nucleo” della nostra vita, ad avere uno stile di vita più concreto e consumi davvero essenziali, come i nostri amici giapponesi (che stimo profondamente) stanno nuovamente dimostrando al mondo. Giorno dopo giorno la natura ci porta a capire che non è più solo retorica. “Nel mondo c’è quanto basta per le necessità di ogni uomo, ma non per l’avidità di ogni uomo”(Mahatma Gandhi).

Una posizione più approfondita e differente dalla mia sull’energia nucleare la trovate al seguente link, da dove proviene anche l’immagine utilizzata.


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