Muri

Principe Filippo

I muri sono un’invenzione utile: ci si può sbattere la testa quando non si ha altro conforto e ci si può attaccare ogni amenità, dagli scarpini ad un Modigliani. Ma la funzione più azzeccata è quella di creare una discontinuità spaziale, un al di quà e un al di là. Servono per creare una protezione verso un agente esteriore (come quello del Folletto che è costretto a lasciare il biglietto da visita sotto la porta). Come ci si sente protetti tra quattro mura! Come si sta bene nella propria città, nella propria cinta muraria senza il rischio di spiacevoli incontri con fattori esogeni.

Se però siamo noi ad essere quel fattore esterno, quell’esule dal borgo paradisiaco? Se fossimo proprio noi il principe azzurro che deve  affrontare il drago, il ponte levatoio, la foresta di rovi, il portale d’ingresso e l’allarme centralizzato con il fine di conoscere la dolce principessa residente nel superattico con vista mare? In questo caso i muri diventano un po’ più antipatici, soprattutto se guardandosi allo specchio piuttosto che biondi, con gli occhi azzurri e con un baldo destriero bianco ci vediamo mori (anche con la fronte che arrogantemente si fa strada), con gli occhi color lattuga marcia e …, bè, almeno per il destriero bianco  abbiamo provveduto.

Per ovviare a tale compito, per noi poveri e spennati principi mori sono stati inventati svariati mezzi di comunicazione, anche in chiave 2.0, ovvero con possibilità di interazione. Parlare non è mai stato così facile, si parla moltissimo, ma comunichiamo davvero? Non faccio altro che chiedermi quando leggo su facebook (piuttosto che twitter, linked in, msm, what’s up e chi più ne ha più ne metta) che Maria sta bene e pubblica fotografie da mozzafiato se poi la sua vita è veramente patinata come in un articolo di Vogue. Ognuno di noi ha modo di sfogare il proprio ego mostrando indistintamente al mondo che è un modello mancato, che partecipa a feste da urlo e ogni altro aspetto sfavillante della propria vita. Che bello! Ad oggi però, nostro malgrado, non è ancora stato inventato il balsamo perfetto e quindi prima o poi i nodi vengono al pettine (è una metafora, quindi vale anche per i miei amici calvi!). Questo per dire che sono  davvero confuso quando mi trovo davanti dei muri creati dalle persone che rifiutano il contatto, il confronto, una conoscenza, se non per mostrare il loro lato di cartapesta. Questi muri immateriali delle volte sono più resistenti di quelli creati con il cemento armato. Certo, non è pensabile che ognuno vada a genio al prossimo, ma neanche che manchi regolarmente l’interesse di andare a vedere cosa c’è oltre il “profilo” dell’altro. Non c’è foresta di rovi che si riesca ad abbattere per entrare nel Castello (che non è altro che la sfera “umana” del prossimo e non solo ideale). Anzi, in questi casi da principi (anche se mori) ci trasformiamo in pittoreschi personaggi donchisciotteschi dediti a rincorrere l’altro che fugge e, per quanto scenico e amorevole possa sembrare, sappiamo che non è il caso di lottare contro le centrali eoliche.

Nei muri mettiamo ciò che di più importante e fragile abbiamo: la nostra anima. Tuttavia è come quando durante un trasloco mettiamo sotto vari strati di plurimball il vaso di porcellana che da generazioni si ostina a non rompersi: una volta finito il trasloco lo ricollochiamo al suo posto in bella vista. Forse è questo quello che dobbiamo fare con noi stessi, avere un grado di protezione corretto e non eccessivo perché non mostrandoci forse perdiamo più di quanto pensiamo di stare proteggendo e non cogliamo l’opportunità di farci scoprire e  scoprire noi stessi altri bellissimi vasi di porcellana.

Foto tratta da qui.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.