1 anno!

4 Maggio, 2008

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Il 26 Aprile 2007  ho scritto il primo post di “scegliere, il blog delle scelte responsabili”, progetto nato nell’ambito del Bloglab, laboratorio universitario dedicato alla blogosfera.

E’ per me davvero gratificante festeggiare con tutti Voi lettori del blog questo primo “battesimo”. Il blog mi ha accompagnato in questo anno ed è per me interessante notare come io stesso sono cambiato in questo breve e immenso spazio temporale. In questo anno grazie a questo blog ho avuto la possibilità di leggere la mia vita quotidiana sotto una nuova luce e di riflettere sulle molte tematiche che ho affrontato accomunate dal filo della responsabilità sociale.

Tanti auguri anche ai nuovi bloglabber e ai professori Stefano Epifani e Antonio Sofi per la nuova edizione del Bloglab!

Disegno tratto da qui.

 

 

 


Partito il nuovo Grande Fratello

25 Febbraio, 2008

 

Mentre vagavo per la città, mi sono soffermato a riflettere sulla nuova campagna elettorale da poco iniziata. Metto subito le mani avanti perché notoriamente di politica ne capisco ben poco, ma in ogni caso cerco sempre di farmi una mia idea e di andare a votare sempre e comunque. Se proprio si vuole protestare, credo che si possa annullare la scheda, ma il diritto di voto è sia un anche un nostro dovere di cittadini, sia un diritto conquistato con il sangue dai nostri antenati. Questo lo dico perché da più parti ho sentito la voglia di esprimere il proprio malcontento non andando a votare, azione che non credo sia responsabile.

La campagna è iniziata con Veltroni a Pescara, che ha pranzato a casa di una famiglia con una schiera di telecamere. Non mi sono potuto astenere dal pensare ad un parallelo con la casa del “Grande Fratello” , concludendo che i politici vivono la campagna elettorale come gli abitanti della casa del reality, dove ognuno è contro l’altro, si deve sembrare più buoni,bravi e belli, si fanno coalizioni, inciuci, ci si accoppia, e poi alla fine il voto decreta la vittoria. Anche i contenuti da tempo sono scaduti a livello Grande Fratello: promesse, credenze, confronti, valori spiattellati. Ma alla fine tutto combacia, perché loro vivono il reality, noi la realtà, anche se tentano di farci credere il contrario. Mai come questa volta però sarà tanto impegnativo fare le proprie scelte.

Foto tratta da qui.


Il terzo tempo

10 Febbraio, 2008

 

Cosa dovrebbe veicolare lo sport? Credo che tutti saremo d’accordo sul fatto che alla sua base dovrebbero esserci valori come il rispetto, la sana competizione, la partecipazione.

Luigi mi stava parlando proprio oggi del torneo 6 nazioni di Rugby, sport per me che non seguo neanche il calcio davvero distante. Mano a mano che me ne descriveva le caratteristiche mi sono cominciato ad interessare, soprattutto al cd. “Terzo tempo”, ovvero l’attimo in cui si mettono da parte la palla e le rivalità e si crea una piacevole atmosfera conviviale tra giocatori di entrambe le squadre e i loro tifosi. Il messaggio è chiaro: nel gioco facciamo del nostro meglio per vincere, nella vita possiamo benissimo essere pacifici conoscenti. Un pò quello che abbiamo imparato da cartoni animati come Mila e Shiro, Holly e Benj : dedizione, allenamento, competizione ed amicizia.

Tra l’altro la Federazione Italiana Rugby è attiva anche dal punto di vista sociale, lo scorso anno è supportata la campagna “Obiettivo Scuola di Terre des hommes Italia per portare 10.000 bambini nelle aule di tutto il mondo” grazie agli sms solidali

Credo che molti di noi potremmo imparare a passare dal primo e secondo tempo anche al terzo tempo, se non sul campo, con il nostro prossimo, magari tra colleghi di lavoro, di scuola, etc.

Foto tratta da qui.


Il verbo rifiutare

4 Febbraio, 2008

 

Ho appena finito di ascoltare alla trasmissione “Che tempo che fa” il commissario straordinario per la questione dei rifiuti in Campania Gianni de Gennaro e ho trovato interessante il suo intervento. Il mio interesse è sia da studente in Scienze della comunicazione, sia da “osservatore della realtà” per questo blog.  Da comunicatore devo fare i complimenti, a parte per alcune parole killer come “difficile” che dovrebbe venir sostituito da “impegnativo” secondo i dettami della PNL, perché ha saputo fare un intervento centrando i punti chiavi di una comunicazione di crisi: trasparenza, chiarezza e lealtà. Non è mia intenzione inoltrarmi sulla crisi dei rifiuti in Campania, da questa faccenda tuttavia ho capito una cosa: per pensare in grande, bisogna pensare in piccolo. Dobbiamo sempre puntare in alto, ma in cima si arriva un passo alla volta. Tutto parte dalla risorsa tempo: non può essere buttata indistintamente come un rifiuto. Il tempo va gestito attivamente selezionando le varie attività che si intende attuare, per poi suddividerle in unità di tempo, tale che già alla prima unità sia possibile capire se si è in regola o meno con la propria tabella di marcia, e se no attivare un’azione correttiva. E questo Gianni de Gennaro lo sa benissimo: è stato lui stesso a dire all’Italia intera che ogni ora vengono prodotte in Campania 50 tonnellate di rifiuti al minuto. Peccato che lui sia stato il primo a rendersene conto.

Da osservatore di questo blog, non posso che sottolineare che prima di rifiutare qualcosa, bisogna prima averla scelta. Pertanto facciamo davvero attenzione a ciò che scegliamo di consumare, anche in base alla sostenibilità della confezione e al suo riciclaggio, dopo una sua attenta differenziazione nei rifiuti. Rifiutiamoci di rifiutare ciò che può essere ancora utile per noi o per il nostro ambiente.

Foto tratta da qui.


Buon secondo capodanno!

31 Dicembre, 2007

 

Il 13 dicembre scorso ho festeggiato a Salamanca , nella Plaza Mayor gremita di studenti con i dodici acini d’uva e cappellini di babbo natale (un bel sincretismo di feste frutto della globalizzazione?) il primo capodanno organizzato per festeggiare la fine del semestre. Stasera quindi sarà solo una bel déjà vu (stavolta con tanto di lenticchie e cotechino)!

In ogni caso auguro uno splendido anno alla blogosfera intera! Visto che siamo tutti blogger, cerchiamo di fare contento anche Metcalfe che ha dedicato al networking la sua bella legge: aumentiamo contatti, condivisioni, procreiamo blog. Facciamo che il 2008 sia l’anno del lovenet!

Buoni festeggiamenti responsabilmente folli! ;-)

foto tratta da qui.


Blog: la condivisione è conoscenza

18 Dicembre, 2007

Il mezzo di comunicazione che chiamiamo blog è una bella rivoluzione. Ha creato il cd. nanopubliching, dando la possibilità a tutti di veicolare le proprie idee direttamente, facilmente, “immediatamente” nella rete. La cosa più importante ritengo però sia il fatto di entrare in contatto, scambiare idee, confrontarsi e aumentare la conoscenza. Sono lusingato di poter partecipare ad un progetto che non conoscevo, il rotocalco di fabrizio rusconi. Potete leggere da voi di cosa si tratta e se volete il mio articolo in merito al terrorismo ambientale.

In tale ottica è stata per me basilare la formazione del bloglab, che è nato come un semplice laboratorio universitario, e che sta creando grandi aspettative in merito alla prossima edizione. Sulla destra troverete tutti link dei miei colleghi “bloglabber”, tra cui posso citare la farfalla spietata, che tratta di responsabilità sociale in un’ottica differente, altri occhi, che ci incanta con i suoi articoli di reportage, brandblog e web a-ziende che affrontano il mondo del corporate blogging, non manca per i fashion victim la simpaticissima vanity 06, per gli stagisti a tempo pieno stakastagista, per i cine addicted ciak si cinema e emozioni in pellicola. Non posso citarli tutti, atri tre molti interessanti sono semantico, esplorando il pianetario e l’invisibile (h)a gli occhi. Ci sono poi gli urbanblog… Insomma, solo quello che voglio dire è che abbiamo la possibilità di creare conoscenza tramite un collegamento. Lo trovo spettacolare! Buona lettura!


La guerra è in casa

21 Novembre, 2007

Stavo leggendo questo lancio sul sito ansa, che mostra una situazione sconcertante. Come sempre non bisogna aspettare queste rilevazioni, le violenze tra le mura domestiche sono una piaga in tutta europa, anche nelle piú civili repubbliche svedesi, oltre che in tutto il mondo.

Quello che sconcerta è il fatto che solo una minima percentuale delle donne denuncia le violenze. Ancora una volta un fatto di cultura, con una commistione di altri fattori: psicologici, economici, prensenza di figli, etc. Fattori che qui non voglio analizzare per l’evidente complessitá e specificitá di ogni caso.

La domanda è questa, posto che andrebbe rinchiuso chiunque lede la libertà altrui, (ritorna il tema della certezza delle pene), si puó protrarre tale situazione pur di avere una famiglia “del mulino bianco”? Fino a che punto si puó andare avanti pur di lasciare qualche chance al sogno?

Il tema della responsabilità è centrale, penso che in primis vada messa quella che abbiamo nei nostri confronti. Ognuno di noi non merita di stare in questa situazione.

Plauso al forum permanente che si vuole promuovere, ma se le donne che subiscono violenze non le denunciano, credo che possa avere un ruolo marginale, ma comunque importante per la sensibilizzazione.

Altro appunto: non mi piace buttare “tutto in caciara” come si dice a Roma. Se solo 1% dei colpevoli viene condannato non sará forse sovrastimato il numero delle violenze? Che cosa si definisce come violenza? Bisgona porre molta attenzione a ció che si legge, in quanto piú che i dati finali nelle rilevazioni sono importanti le definizioni e la metodologia di rilevazione. Rimane la certezza che le violenze ci sono.


Crisi di bagagli o di comunicazione?

8 Novembre, 2007

 

Domenica sera ho assistito, molto interessato, ad una piccola crisi i cui ingredienti erano isteria, sfinimento, disinformazione, sgomento e quant’altro succede normalmente nell’aeroporto di Fiumicino - Leonardo da Vinci.

Come di consueto i veri VIP non eravamo noi passeggeri ma i nostri bagagli, neanche un tappeto (non proprio rosso) con tanti fan in attesa li ha fatti cambiare idea: si sono fatti attendere. E, come i veri fan, c’era chi si strappava i capelli, chi inveiva sui tabelloni e chi ingiuriava chiunque avesse qualcosa che ricordasse il logo degli Aeroporti di Roma (anche la carta dei panini).

In quest’atmosfera di ordinaria follia, ha avuto la bella idea di intervenire il responsabile coordinatore della Guardia di Finanza, inconsapevole di quello che stava per accadere. In queste occasioni amo osservare perché si ha modo di  capire molte cose sulle persone e sulla comunicazione. I personaggi migliori sono quelli che urlano guardando in alto e puntando i piedi, li adoro. E’ davvero interessante vedere come l’essere umano reagisce quando non sa cosa fare.

Ma lasciamo la psicologia spicciola per tornare a scrivere sulle scelte responsabili. Argomento: comunicazione di crisi. La gestione professionale della comunicazione negli attimi di crisi è davvero essenziale. L’argomento è strategico e, pertanto, da gestire con dei valori alla base come la consapevolezza e la trasparenza. Consapevolezza delle conseguenze, in questi casi determinanti, e trasparenza perché quantomai ora bisogna dare certezze. Cose in cui il responsabile in questione non era preparato, dimostrandosi davvero poco capace di gestire una comunicazione, essendo trasportato peraltro dalla emotività. Del tutto comprensibile davanti a decine di persone urlanti, ma comunque indice di preparazione relativa. Sono uscite frasi del tipo: non potete entrare in quest’area perché è sterile(?); faccio io quello che avreste dovuto fare voi; datemi la carta d’imbarco; chiamo i dirigenti che però abitano lontano; non sono io che vado a prendere i bagagli. Riassunto: 1- non sapeva neanche di quale volo si trattava; 2- non c’è spirito di squadra, ma di ricerca di persone a cui passare la patata bollente. Il tutto condito con scuse di cui una smentiva l’altra.

Bene sta di fatto che tutto questo baccano è stato fatto perché i bagagli hanno tardato di 1 ora. Forse non ho chiarito che si tratta di Fiumicino, ergo sono stati in perfetto orario.

foto tratta da qui.


H2 Roma workshop

6 Novembre, 2007

Fiat Panda Panda 

Si svolge oggi e domani a Roma questo interessante momento di confronto sulla mobilità sostenibile, altro argomento chiave per un domani più vivibile. In Piazza del Popolo vengono presentate le ultime proposte delle case automobilistiche, trovate in ogni caso informazioni più dettagliate sul sito istituazionale h2Roma. Tramite una breve iscrizione si può prenotare anche un test drive.

foto tratta da qui.


Trasparenza non solo per i pelati

29 Ottobre, 2007

 

Ne ho sentito parlare, come tutti d’altronde, prima da Beppe Grillo, poi dal libro “La Casta” di Stella, ed infine il colpo di grazia è stata la puntata di Report di domenica 21 ottobre, la nostra classe politica è nella bufera mediatica.

Oltre alla tematica dei senatori e parlamentari con alle spalle condanne passate in giudicato, mi ha colpito il fatto che molti hanno una doppia carica incompatibile, che non hanno la minima intenzione di lasciare, se non dopo che la Giunta delle Elezioni, con calma, sanzioni l’incompatibilità. Questo mi ha fatto molto pensare, perché, in fondo, chi è stato condannato ma eletto, ha dalla sua la tesi che è lì per il volere popolare (benché sono convinto che nessuno fosse a conoscenza della sua fedina penale). Ma nel caso di doppia carica, il tutto sta principalmente alla coscienza personale.

Questa tematica mi ha riportato alla contrapposizione tra società della colpa e società della vergogna: in Italia, spesso purtroppo, si agisce fintanto che non c’è una sanzione, non per coscienza personale. Il che è davvero triste, soprattutto nel caso dei politici.

Ho pensato allora che la trasparenza e gli strumenti di responsabilità sociale potrebbero venire in nostro aiuto: perché non pretendere che ogni candidato pubblichi un suo Curriculum Vitae e un suo Codice etico dove si impegna, tra le altre cose, una volta eletto, a lasciare la vecchia carica e anche a fare il suo lavoro tutti i giorni, come tutti noi? Infine, dopo tutto ciò raccontarci il suo programma? Perché si fa il pelo e il contropelo alle scatole di pelati, dove pretendiamo una serie di informazioni (origine, ingredienti, certificazioni, data di scadenza, etc.) quando poi eleggiamo chi deve gestire in parte anche la nostra vita solo in base a delle promesse?

Certo, questa tesi sarà interessante se dovesse tornare, grazie ad una nuova legge elettorale, la scelta diretta dei candidati. In ogni caso, però, già in prima battuta i partiti dovrebbero avere il ruolo, o almeno il buon gusto, di selezionare i propri candidati. Il concetto è: dateci gli strumenti per scegliere consapevolmente, e non di acquisire tale consapevolezza a giochi fatti.

 PS: ho appena finito di vedere la puntata di Exit, interessante, guarda caso si parlava della “Casta che costa”. Non è il caso di parlarne, dopotutto, domani c’è un altro post!

foto tratta da qui.