A volte rispondono

7 giugno, 2007

Come si evolve il Corporate blogging e l’interazione con i consumatori

foto tratta dal sito edentitycoach.com

Le settimane sono diventate due, ma dalla Nestlé non ho ricevuto nessun cenno di risposta.

Non voglio però darvi una figura distorta dell’interazione nella blogosfera, sono molti i casi nei quali le risposte ci sono, eccome. Ci sono le risposte rapide, come quelle ricevute dal Prof. Epifani nel suo blog Stefano Epifani dalla responsabile Risorse Umane della Procter & Gamble, intervenuta per coprire una caduta di stile di una sua collega. Ci sono poi le risposte inaspettate come quella ricevuta da Domenico nel suo blog Semantico, nel quale il responsabile IT della Gabetti difende la scelta aziendale, messa in discussione da Domenico, di entrare in “Second Life”.  Tra l’altro Domenico affronta il tema del corporate blogging in un secondo interessante post.

Ci sono poi semplicemente le aziende che ignorano tale interazione, come la Nestlé. Sigh!

Nel nostro spettacolare, magnifico e popoloso laboratorio universitario ci sono poi due blog che affrontano egregiamente la tematica del “corporate blogging”: Brandblog di Elisa e Web A – Ziende di Alessandro.

Impossibile poi non menzionare l’antesignano tra i blogger che affrontano questa tematica, Alessio Jacona. Tutti meritano una Vostra visita!

L’interazione oggi deve diventare sempre più un segnale che le nostre richieste vengano ascoltate. Dire che siamo il patrimonio più importante per le aziende non basta più, devono perlomeno darci risposte. Perché allora non cominciare a capire se le aziende con le quali abbiamo instaurato un “feeling” maggiore rispondono a questo semplice requisito? Iniziamo a mandare richieste ai vari servizi consumatori, a spulciare nei vari siti per cercare l’eventuale presenza di un blog aziendale e vediamo cosa succede. Sicuramente l’ascolto è uno dei requisiti per accordare la nostra fiducia ad una azienda.

 

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Nestlé: la risposta mancante

29 Mag, 2007

 

E’ passata una settimana, nessuna risposta. Per meglio dire le risposte ci sono, sul sito della Nestlé . Infatti, la e-mail che avevo allegato alla lettera inviata era un po’ datata, e la Nestlé aveva già redatto dei documenti formali nei quali spiegava la sua posizione in merito al latte in polvere, al credito nei confronti dell’Etiopia, all’utilizzo degli OGM, etc. Tanto per farvi un esempio nel caso dell’Etiopia il credito è stato riscosso e dato in beneficenza ad UNHCR delle Nazioni Unite per la fornitura di acqua in Etiopia. Qui però penso che la coerenza non sia fuori luogo…è vero l’Etiopia è una nazione tra le più povere, ma la Nestlé, come chiunque altro, non è andata a chiedere i soldi nelle baracche, ma all’oligarchia al potere fatta da pochi e tutt’altro che poveri, che con la espropriazione della fabbrica magari hanno ricevuto qualche extra. Certo bisognerebbe approfondire la questione…

Lo scopo del mio post non era quello di ricevere risposte, ma di capire come una leader di mercato comunicasse con coloro i quali sono il bene più importante dopo i collaboratori: i consumatori. Bene la risposta non è arrivata, anche perché noi comunicatori lo sappiamo, una e-mail dovrebbe ricevere una risposta entro le 24 ore, soprattutto per questioni così delicate come l’immagine aziendale.

Sicuramente però la Nestlé riceve richieste di questo tipo ogni giorno…ma ogni giorno comunque milioni di consumatori continuano ad ingurgitare i suoi prodotti, a riempire i carrelli di scatole, scatolette, tubi, tubetti, pacchi, pacchetti con il marchio con il nido. Ed è impressionante constatare che le pubblicità in televisione sono principalmente del gruppo Nestlé, persino il “The Body Shop”, diventato famoso paradossalmente per l’assenza di pubblicità, ha iniziato ad acquisire la filosofia di marketing del gruppo “L’Oreàl” (sempre della famiglia Nestlé).

La questione diventa delicata: come si fa a dire di boicottare un’azienda che impiega tanti italiani, che è proprietaria del simbolo di Perugia? Certo anche l’organizzazione di Eurochocolate ha bandito i prodotti a marchio Nestlé… personalmente vi posso esporre la mia posizione. Ho cominciato a preferire prodotti di altre marche con la questione sollevata nel lontano 2005 (ancora tutta aperta, esisteva il pericolo?) delle confezioni di Tetra pack contaminate da ITX: la maggior parte delle aziende per precauzione tolsero le partite in commercio, tranne la Nestlé che chiese di smaltire le quantità già presenti nei punti vendita. Qui ho verificato la politica della multinazionale svizzera…a voi la scelta!

PS: rettifico, il Capitan Findus naviga tra le acque della Unilever, d’altronde la Svizzera non sbocca sul mare…ma Alinghi ha vinto l’American’s Cup. ..


ACTION! Nestlé: si o no?

21 Mag, 2007

 

 

Con questo post mi prefiggo di passare all’azione in nome della proattività affermata nella presentazione di questo blog. Facendo anche solo delle sommarie ricerche su google (ricerca su internet e blog) inserendo la parola chiave Nestlé compaiono pagine e pagine di blog che parlano della multinazionale svizzera in maniera tutt’altro che rosea. La domanda che mi sono posto è la seguente: un consumatore consapevole, responsabile e rispettoso come si deve rapportare con tali evidenze?

Posto che è indiscussa la buona fede di chi scrive sui blog, e siti internet (addirittura un sito “rete italiana per il boicottaggio nestlé”! http://www.ribn.it/index.html) credo che un confronto sia la strada migliore da intraprendere. Pertanto ho scritto una lettera, che inserisco qui di seguito, nella quale chiedo la posizione dell’azienda in merito ad una e-mail da me ricevuta in cui si proponeva il boicottaggio dei prodotti della Nestlé.

In coda trovata anche i link ai blog e siti da me consultati.

 

Gentile Nestlé,

 

Sono un Vs. consumatore e volevo capire meglio la posizione dell’azienda in merito a quanto mi è stato inviato via e-mail (inserisco il testo in coda alla presente lettera). Nella e-mail appena accennata si fa riferimento a Vs. azioni non in linea con i principi aziendali da Voi promossi nel Vs. sito istituzionale. In tal merito sarebbe interessante avere i Principi di Comunicazione al Consumatore (disponibili su richiesta come menzionato dal Vs. sito ). Vorrei capire quali azioni intraprendere in qualità di Vs. consumatore, aspetto quindi una Vs. risposta per avere un confronto diretto. Facendo una veloce ricerca su internet ho notato che la posizione espressa dalla e-mail è presente in molti siti internet e blog.

Colgo l’occasione per porgerVi cordiali saluti,

 

FR

 

Spendi un attimo del tuo tempo per leggere questa missiva e se puoi, inoltrala ad altri indirizzi, GRAZIE!

Ecco la goccia che fa traboccare il vaso!

Nestlé batte cassa in Etiopia esigendo 6 milioni di dollari come risarcimento dal paese più affamato del mondo.

Per Nestlé è «una questione di principio»

La Nestlé che è il più grande produttore di cibo mondiale, un gigante del settore agro-alimentare, con stabilimenti in più di 80 paesi ed un giro d’affari di miliardi e miliardi di dollari, rivendica nei confronti del governo dell’Etiopia, poverissima ed in preda ad una grave carestia (forse più grave della terribile fame degli anni `80), un risarcimento pari a 6 milioni di dollari. La causa è stata la nazionalizzazione di un’azienda avvenuta nel 1975 dopo un colpo di stato militare avvenuto in quel paese.

Un solo anno di vendite realizzate da Nestlé è pari a 8 volte il Prodotto interno lordo della misera Etiopia…

ECCO QUINDI LA PROPOSTA:

PER UN PO’ DI TEMPO, CI AUGURIAMO IL PIU’ POSSIBILE, SOSPENDIAMO L’ACQUISTO DEI PRODOTTI DI QUESTA MULTINAZIONALE ED IN PARTICOLARE I PRODOTTI SIMBOLO DELLA NESTLE’ : NESCAFE’ & NESQUIK

RICORDA QUESTI MARCHI PERCHE’ SEMBRA POCO ED INVECE E’ MOLTO, UN CALO NELLE VENDITE (anche minimo) COLPISCE L’IMMAGINE DELLA SOCIETA’ E PUO’ COSTRINGENDOLA E REIMPOSTARE LA SUA POLITICA DI PUBBLICHE RELAZIONI

ogni singolo consumatore, se unisce i suoi sforzi insieme a quelli degli altri, ha il potere di far vacillare questi imperi ed in fondo, diciamoci la verità, a noi costa poco, basta allungare la mano sullo scaffale e prendere il prodotto a fianco!

se vuoi allargare il tuo gesto di solidarietà evitando il più possibile i prodotti della NESTLE’ eccoti i marchi più conosciuti:

BEVANDE: Nescafé, Nesquik, Nestea,Orzoro

ACQUA MINERALE: Perrier, vittel, Acqua Vera, San Bernardo, S.Pellegrino, Panna, Levissima, Pejo, Recoaro

DOLCI: Smarties, Kit Kat, Galak, Lion, After Eight, Quality Street, Toffee, Polo, Rowntree, Motta, Alemagna

CIOCCOLATO: Perugina, Nestlé

SALUMI: Vismara, King’s

OLIO: Sasso

CONSERVE: Berni

FORMAGGI: Locatelli, Hirz

PASTA: Buitoni, Pezzullo

DADI PER BRODO: Maggi

SURGELATI: Findus, Surgela, Mare Fresco, La Valle degli Orti

GELATI: Motta, Alemagna, Antica Gelateria del Corso

PASTA PER DOLCI: Leisi

MAYONESE: Thomy

CIBI PER ANIMALI: Friskies, Buffet

COSMETICI: L’Oreal, Lancome

curiosità sulla NESTLE’ :

Come ripetutamente segnalato dall’UNICEF la Nestlé viola il codice internazionale redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che proibisce la promozione dell’uso di latte in polvere per I’alimentazione dei neonati…

bisogna sapere che nelle società povere, i bambini allattati artificialmente sono 25 volte più esposti alla morte di quelli allattati al seno.

Il Premio Nobel Dario Fo

ha sparato a zero contro la Nestlè, responsabile di aver diffuso in Africa il latte in polvere: “Hanno compiuto una strage infame dicendo che andavano a salvare l’umanità. Ma sono andati solo per interesse di mercato”.

Padre Pier Maria Mazzoli (direttore del mensile Nigrizia)

ha presentato il punto di vista dei missionari che esprimono forti perplessità e disaccordo sulla politica delle multinazionali Dal Monte: frutta, De Beers: diamanti, Shell: petrolio ma Nestlé in particolare perché è una delle più potenti con una affermata presenza in Africa.

Beppe Grillo

ha attaccato le multinazionali della chimica e i brevetti di tutte le nuove forme di vita. “Sapete cos’ è la Novartis? È un’azienda nata dalla fusione di Ciba e Sandoz. La Ciba ha prodotto in Giappone un farmaco che nel primo mese ha fatto 30 morti e tremila un anno dopo. La Sandoz ha invece il premio per i pesticidi: ha gettato tonnellate di rifiuti tossici nel Reno, dandoci i “pesci-diesel”. Ciba e Sandoz insieme? È come se Totò Riina e Pacciani si fossero associati per creare un asilo per bambini”.

Ornella Martini:

Ho smesso di mangiare il panettone Motta quando mi sono accorta che è della Nestlè…

ed inoltre:

Una delle ultime azioni contro tutti noi è stato quello di far passare la possibilità di etichettare come cioccolato, prodotti fatti anche senza il cacao, pensate un po’…!

… e d’altra parte, così facendo si abbassano ancor più i prezzi pagati ai contadini del sud del mondo produttori del vero cacao.

…perciò NESTLE’, sai noi cosa ti diciamo: ………………………… Buon boicottaggio della NESTLE’ a tutti…!

…e ricorda di passare il messaggio agli amici…

P.S. sono già tre anni che io boicotto la Nestlè e francamente non noto nessuna differenza… anzi…….

 

 

Blog:

www.kream.wordpress.com

http://blog.libero.it/blog_magazine/2305071.html

da rilevare anche azioni positive, come quella accennata nel blog http://natura.forpassion.net/2007/03/07/acqua-se-sul-risparmio-si-muove-persino-la-nestle/

dove si accenna alle politiche di risparmio delle risorse idriche.

 

Siti internet:

http://www.tatavasco.it/altromondo/boycott/boycott4.htm

http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/nestle.htm

http://www.girodivite.it/La-Nestle-tutta-la-verita.html

http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=6405